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Mar 23, 2010
No Commentsvoglia di scappare lontano…
sono stanco, sono stressato, sono incazzato, sono annoiato, sono triste, sono indignato, sono espasperato, sono disilluso…
sono stanco di vivere in questo paese di merda! dove devi per forza schierarti per qualcosa o non sei nessuno: tifi inter, juve o milan? voti berlusconi, bersani, di pietro o lega nord? vai a messa si o no? credi in dio, buddha o allah?
hai visto striscia la notizia ieri sera? no? ti sei perso le due veline fighe? ma che guardi la sera? annozero, ballarò, l'infedele… che palle che sei!!! guarda che tanto non riuscirai mai a cambiar niente…

MA BASTAAAAA!!!!
facciamo tutte queste belle discussioni da bar e intanto ci stanno inculando da sempre! siamo nati con una inculata! viviamo in una finta democrazia, creata contro il volere del popolo. crediamo ad una religione creata ad arte per coniugare i riti pagani, che celebravano le nostre paure, con il desiderio di capire quello che non conosciamo, con tutte le religioni moderne.
e intanto ci fottono l'acqua. ci impongono l'energia nucleare, anzi no, ora si sono accorti che bisogna investire nelle energie alternative (sole, aria, gas naturali, merda…) solo perchè hanno scoperto come potranno fotterci per i prossimi secoli.
vorrei poter scappare da tutto questo, vorrei poter andare a vivere in un'isolotto sperduto (ovviamente con disposizione di buona quantità di cibo, frutta …) e poter vivere senza pensieri, senza dovermi svegliare ogni giorno e aprire gi occhi nuovamente su queste facce da culo che dovrebbero rappresentarmi, ma dove?!? stiamo scherzando???
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Jun 30, 2009
No CommentsIncubo di una notte
L'auto parti in tutta fretta, a fari spenti, nel buio della notte.
Un abete svettava oltre le cime di tutti gli altri alberi all'interno della radura nel bosco e, proprio davanti alla radura, la luna piena illuminava il cerchio di fuoco da cui era partita la macchina.
All'interno del cerchio una ragazza seminuda era distesa sulla fredda terra. Le lunghe ciocche di capelli le coprivano solo in parte il seno scoperto e quello che ne rimaneva del viso. Gli erano stati cavati gli occhi e il sangue, ormai rappreso, colorava gli incavi vuoti di un rosso scuro, come le immagini di madonne piangenti che ogni tanto si vedono in televisione.
La scena era sconvolgente ma nello stesso tempo gli occhi non riuscivano a staccarsi dal viso della ragazza, come se il rito perpetrato in quella radura costringesse a parlare alla natura più intima e animalesca di ognuno di noi. Poi ad un tratto un clic e poi un flash come se qualcuno avesse scattato una foto.
E allora mi svegliai. Ero disteso sul divano, la televisione che trasmetteva un film in bianco e nero, solo una giacca a coprirmi dal freddo della notte.
Mi alzai e andai a letto.


